Regime "Cedolare Secca"

IL REGIME DELLA CEDOLARE SECCA

 

La "Cedolare Secca" nasce come imposta alternativa facoltativa al regime ordinario vigente ed applicabile solo su opzione del proprietario.

La nuova imposta non può essere applicata a tutti i canoni di locazione, ma solo a quelli relativi a contratti stipulati per immobili ad uso abitativo (e relative pertinenze, se affittate congiuntamente all'abitazione), con esclusione delle locazioni effettuate nell'esercizio di una attività di impresa, o di arti e professioni, ovvero da enti non commerciali. Al di fuori di questi casi di esclusione, l'imposta è applicabile a qualsiasi tipologia di contratto, ivi comprese le locazioni di durata non superiore i 30 giorni, per le quali non sussiste l'obbligo di registrazione e le locazioni a "canone concordato", che già godevano di un regime di tassazione agevolato.

L'imposta sostituisce l'irpef e le addizionali, nonchè l'imposta di bollo sul contratto di locazione, e si applica nella misura - "secca", appunto - del 20%.

L'imposta assorbe anche l'imposta di registro sul contratto di locazione.

Resta comunque fermo l'obbligo di registrare il contratto, ma (finalmente!) la registrazione assorbe gli ulteriori obblighi di comunicazione, compreso quello alla Autorità di Pubblica sicurezza.

L'introduzione della "cedolare", com'è di tutta evidenza, comporta un risparmio per i contribuenti e, quindi, un minor gettito per l'erario; minor gettito che dovrebbe essere compensato dal recupero dell'evasione. Circa il risparmio per i contribuenti, va subito detto che, come sempre accade quando si sostituisce un imposta progressiva con una ad aliquota fissa, i vantaggi crescono con il crescere del reddito.

La scelta alla fine operata di fissare al 20% la misura dell'aliquota amplia, in maniera significativa, la platea dei proprietari che troveranno conveniente il nuovo regime, dovendosi ritenere assolutamente marginale la misura di coloro che riterranno di non applicarlo.

La nuova imposta appare talmente interessante da far ritenere che, difficilmente, sopravviveranno i contratti di locazione stipulati in base ad accordi definiti in sede locale (c.d. contratti di locazione "concordati" o "concertati"). Questi contratti prevedono una limitazione del canone, secondo gli accordi sindacali, compensata da un regime fiscale agevolato (l'irpef si paga sul 59,5% del canone e l'imposta di registro sul contratto è ridotta del 30%), ma dopo l'introduzione della "cedolare secca" il vantaggio fiscale di questa tipologia di contratto è generalmente destinato a sparire e i proprietari difficilmente avranno ancora convenienza a ricorrervi.

Fonte : MEDIARE n. 1. 12/10

Ultimo aggiornamento (Venerdì 16 Novembre 2012 09:36)